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Visualizzazione dei post da Giugno, 2022

CAMMINO CON I BAMBINI ALLA MARINA DI PUOLO SULLA GRADONATA STORICA, Massa Lubrense (NA), penisola di Sorrento

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  CAMMINO CON I BAMBINI ALLA MARINA DI PUOLO SULLA GRADONATA STORICA, Massa Lubrense (NA), penisola sorrentina Estate 2001. Ero con la famiglia nella terra di Massa Lubrense, dove l’estrema propaggine della penisola sorrentina presenta uno sviluppo litoraneo lungo e tortuoso, con poche spiagge libere, prevalentemente strette ed incuneate tra scogliere e promontori scoscesi, spesso difficilmente accessibili.  In quegli anni la Marina di Puolo era un luogo piacevole e tranquillo per la balneazione adatta anche ai bambini piccoli, specie nelle prime ore del mattino.  La breve spiaggia sabbiosa si estende in un’insenatura esposta a nord, accogliente, delimitata dalle scogliere del Capo di Sorrento che, distaccandosi da ampie distese di oliveti e di agrumeti, degradano dolcemente verso il mare.  Veduta della Marina di Puolo dall'alto (foto di Marina Marino) All’epoca il sito non si caratterizzava solo per la dolcezza del paesaggio e del litorale, ma anche per la residua autenticità di u

CAMMINO CON BAMBINI PICCOLI - UN'ESCURSIONE NELLE ALPI GIULIE, Rifugio Grego, località Sella di Somdogna, Malborghetto Valbruna, Tarvisio (UD)

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  CAMMINO CON BAMBINI PICCOLI - UN'ESCURSIONE NELLE ALPI GIULIE, Rifugio Grego, località Sella di Somdogna, Malborghetto Valbruna, Tarvisio (UD) Estate 2002. Abitavo a Camporosso in Valcanale, frazione di Tarvisio (UD), in un appartamento spartano ma accogliente, nella palazzina della ex stazione ferroviaria dismessa, sulla cui facciata campeggiava l’affascinante insegna che annunciava la località: “Camporosso-Valcanale”, evocando viaggi transfrontalieri del passato tra mondi confinanti, diversi per storia, cultura, lingua e tradizioni: la terra friulana e quella austro-ungarica. I miei bambini piccoli (l'uno di cinque e l'altra di due anni) erano molto abituati al cammino quotidiano in mezzo alla natura, ed avevano gustato tante passeggiate in Valcanale e nelle valli circostanti, tra prati, boschi, laghi e torrenti; ma non avevano ancora provato l'emozione di una vera escursione "in quota", tutta in cammino, in ascesa. Adesso che vivo stabilmente in Friuli

CAMMINO NELLA BAIA DI IERANTO, sul sentiero tra montagne che sprofondano nel mare, Massa Lubrense (NA), Nerano, Ieranto FAI, Punta Campanella

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  CAMMINO NELLA BAIA DI IERANTO, sul sentiero tra montagne che sprofondano nel mare, Massa Lubrense (NA), Nerano, Ieranto FAI, Punta Campanella Uno dei luoghi preferiti dei miei cammini rigeneranti era la Baia di Ieranto, nella terra di Massa Lubrense, sulla costa affacciata a sud sull’ampio mare del golfo di Salerno. Il sito si raggiunge solo a piedi, attraverso un sentiero antico immerso in un paesaggio speciale.  La natura esprime la sua forza selvaggia nella morfologia delle montagne, che precipitano in mare con promontori e penisole rocciose dal profilo tormentato, ed accoglie in un abbraccio benevolo le architetture storiche, emergenti nel panorama. La sacralità del luogo e la misteriosa origine delle sue prime forme di antropizzazione sono impresse nella toponomastica; secondo gli studiosi, il nome Ieranto deriva da IEROS, che in greco significa sacro.  La storia del sito è antica, e si confonde con il mito delle Sirene dell’antichità classica, che forse proprio qui avevano in

CAMMINI ED EMOZIONI IN VALCELLINA ED IN VAL CIMOLIANA - La mia prima volta tra Barcis e Cimolais, Dolomiti Friulane (PN), Friuli Venezia Giulia

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  CAMMINI ED EMOZIONI IN VALCELLINA ED IN VAL CIMOLIANA - La mia prima volta tra Barcis e Cimolais, Dolomiti Friulane (PN), Friuli Venezia Giulia Fino al 2009 non avevo mai camminato nelle Dolomiti Friulane, che si ergono isolate nell’entroterra alpino all’estremità nord-ovest del Friuli Venezia Giulia, tra il Veneto e la Carnia, formando un massiccio compatto e selvaggio di cime rocciose impenetrabili che somigliano a guglie, pinnacoli e campanili svettanti nel cielo come giganti pietrificati, intervallate da ghiaioni, valli strettissime e forre scavate da torrenti impetuosi.  Un contesto speciale, formatosi in epoche preistoriche per effetto di violenti sconvolgimenti tettonici. Avevo letto molti libri, tra cui i primi racconti di Mauro Corona, testimone della catastrofe del Vajont del 1963 e narratore della memoria storica delle genti di quelle montagne, che custodivano un habitat naturale quasi incontaminato ed insediamenti umani ancora autentici, a differenza delle più famose “sor